Nell’ultimo decennio, si è cominciato a parlare di stress come del principale nemico pubblico della nostra salute. In realtà, da ricerche più recenti emerge come lo stress fa veramente male solo se siamo noi a convincerci che faccia male. Una ricerca durata 8 anni e condotta su un campione di 30.000 americani adulti ha chiesto ai soggetti intervistati quanto stress avessero accumulato nell’ultimo anno e se pensavano che lo stress fosse dannoso per la salute. La cattiva notizia è che le persone che avevano vissuto prolungate e intense condizioni di stress nel corso dell’anno erano effettivamente interessate da un rischio di decesso del 43% più elevato, ma solo in concomitanza con la convinzione che lo stress fosse realmente dannoso per la salute. I soggetti che erano stati sottoposti a un eguale livello di stress, ma erano meno convinti del suo impatto negativo sullo stato di salute, avevano un rischio di decesso meno elevato, anche rispetto ai soggetti sottoposti a un minore livello di stress.

Quindi cambiare il modo di pensare e vivere lo stress può farci stare meglio?

La scienza dice di sì.

Quando cambiamo idea sullo stress, possiamo modificare la nostra reazione corporea corrispondente. Immaginiamo di affrontare una situazione che normalmente genera stress o ansia, come un esame universitario o viaggiare in aereo. In queste circostanze, il nostro battito cardiaco e il ritmo della respirazione accelerano, mentre la sudorazione aumenta. Normalmente siamo portati a interpretare questi cambiamenti fisici come segnali che non stiamo reagendo in maniera adeguata alla sollecitazione straordinaria.

E se invece imparassimo a interpretare questi cambiamenti come segnali che il nostro corpo utilizza per stimolarci ad affrontare in maniera efficiente una sfida? Il cuore batte forte? Il nostro corpo ci segnala che dobbiamo prepararci all’azione. Respiro affannoso e accelerato? Al nostro cervello sta affluendo un maggiore quantitativo di ossigeno. Le persone che imparano a vivere la reazione allo stress come utile al miglioramento delle performance attese nei vari eventi della vita quotidiana risultano alla lunga meno stressate, meno ansiose e più sicure di sé.

Ma facciamo un passo indietro e chiediamoci: perché lo stress può essere un problema?

In una normale reazione allo stress il battito cardiaco accelera e i vasi sanguigni si restringono. Questo è il motivo per cui lo stress cronico viene associato in genere a malattie cardiovascolari. Ma, nella ricerca menzionata prima, è stato osservato come i partecipanti che avevano un approccio diverso nei confronti dello stress avevano anche una diversa reazione fisica. Nonostante il battito cardiaco accelerato, i vasi sanguigni non si restringevano, generando un profilo cardiovascolare più sano, molto simile a quanto accade in momenti di gioia e coraggio. Questa singola differenza biologica può fare la differenza tra un attacco cardiaco da stress a 50 anni e vivere bene fino a 90, quindi perché non provare a vivere lo stress da un punto di vista differente e ad affrontare i momenti di stress in maniera più serena?