Un recente studio di Andrea Galeotti e Paolo Surico, professori della London School, ha analizzato le strategie che Islanda, Olanda, Italia e Corea del Sud utilizzano per identificare i soggetti positivi al Covid-19 mediante i tamponi. Partendo dalla prima slide, si mettono a confronto le due strategie completamente differenti di Islanda e Olanda. L’Islanda ha testato praticamente tutti, anche gli asintomatici, e l’Olanda ha testato soltanto gli asintomatici più gravi, come l’Italia.
Dai risultati del Paese Islandese emerge che la maggior parte dei contagiati non è tra gli anziani ma bensì tra i giovani, in particolar modo nella fascia d’età compresa tra 30-49 anni.
Nella slide successiva, dove si paragonano le strategie di Corea del Sud e Italia, si può vedere di fatto il medesimo risultato, il numero dei contagiati è maggiore tra i giovani, addirittura in Corea la fascia più colpita è tra i 20-29 anni. Quindi possiamo desumere che i più giovani sono i portatori sani.
Ma allora perchè in Italia e nel Mondo ci sono cosi tanti morti tra le persone anziane, come si evince nella terza slide?
Per due motivi sostanziali, il primo è che l’Italia è un Paese con un età media molto avanzata e il secondo è che i nonni Italiani spendono molto più tempo con figli e nipoti che in qualsiasi altro Paese del Mondo, fenomeno che ha dato una rapida spinta dei contagiati ad inizio epidemia.
Speriamo che questa piccola analisi possa spingere i più giovani a restare a casa per evitare la diffusione del contagio, altrimenti gli sforzi profusi sino ad oggi, sarebbero vani.

 

Fonte: @marcomontemagno