I test antigenici rapidi (cosiddetti tamponi rapidi) e i tamponi molecolari PCR rappresentano due tipologie distinte di test che hanno l’obiettivo di individuare la presenza del virus da Sars Cov-2.

Ma quali sono le principali differenze tra i due test?

I test antigenici rapidi (tamponi rapidi) si basano sulla ricerca, nei campioni respiratori, di proteine virali di superficie (gli antigeni) e garantiscono una risposta entro pochi minuti dal prelievo.

La sensibilità dei test antigenici rapidi, però, è inferiore rispetto ai tamponi molecolari nei pazienti che hanno una bassa carica virale. Questi ultimi, infatti, potrebbero dar vita a “falsi negativi”. Inoltre, un risultato positivo al test rapido necessita comunque di un test di conferma eseguito in laboratorio con la tecnica molecolare (tampone molecolare PCR).

Pertanto, ad oggi, i test rapidi sono ritenuti meno affidabili in pazienti sintomatici che abbiano sviluppato la malattia da meno di 5 giorni, oppure dopo il 7° giorno dall’insorgenza dei primi sintomi, in quanto il test è correlato alla carica virale.

Sono inoltre considerati ancora meno affidabili in soggetti asintomatici.

Questi test, secondo le linee guida OMS, non sono indicati per diagnosticare: eventuali individui asintomatici, screening aeroportuali o di frontiera, screening preliminari alla donazione del sangue.

I test molecolari PCR, riconosciuti come test golden strandard (massimo valore in termini di affidabilità ed efficacia) dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, rilevano la presenza di geni virali da SARS-CoV-2 nell’organismo.

I tempi di risposta sono di massimo 48 ore dal momento dell’effettuazione del test, con referti certi e tempestivi.

I test molecolari riducono al minimo i falsi positivi e sono gli unici validi per chi ha necessità di viaggiare.

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